Famiglia : Labrisomidae

Testo © Giuseppe Mazza

Presente sulle due sponde dell’Atlantico il Blenny peloso (Labrisomus nuchipinnis) sorprende per gli insoliti cirri sopra agli occhi e sulla nuca che evocano i capelli, la taglia, la vistosa linea laterale e le scaglie al posto del solito muco caratteristico dei Blenniformes: una bava protettiva che ha valso loro il nome volgare di bavose © Brian Cole
Nei Blenniiformes, che comprendono circa un migliaio di specie, non mancano anche pesci con i capelli come il Blenny peloso, Labrisomus nuchipinnis ( Quy & Gaimard, 1824 ), inserito nella classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, e appartenente alla famiglia dei Labrisomidae, che conta 16 generi ed oltre un centinaio di specie d’acqua marina e salmastra.
Bavose anomali, non piccole e viscide come per lo più accade, ma di buona taglia, con tanto di scaglie e linea laterale.
Il genere Labrisomus, creato da Swainson nel 1839, pare faccia riferimento, con etimologia non spiegata, al mondo dei labridi, componendo il genere Labrus col greco “soma”, corpo, per una certa somiglianza a questi pesci dalle vistose livree nuziali.

Anche qui la pelosità è evidente, e come accade per i pesci del genere Labrus, da cui trae origine il nome scientifico Labrisomus, la livrea nuziale dei maschi è spettacolare © Allison & Carlos Estape (a sinistra) © Dennis Rabeling (a destra)
Il termine specifico nuchipinnis (Quoy & Gaimard 1824) nasce invece composto in latino da “nucha”, nuca, e “pinnis”, pinna, con riferimento alla pinna dorsale che inizia vicino alla nuca.
Zoogeografia
Labrisomus nuchipinnis vive in acque tropicali sulle due sponde dell’Atlantico. In America si trova dalle Bermuda, Florida, Bahamas e Golfo del Messico settentrionale fino a Rio de Janeiro in Brasile ed il prospicente arcipelago di Trindade e Martim Vaz, ad oltre 1000 km dal continente.

Raggiungono i 23 cm di lunghezza e possono assumere, secondo le circostanze, tutti questi aspetti © Allison & Carlos Estape
Nell’Atlantico Orientale è infine presente alle Isole Canarie, Capo Verde, e lungo la costa africana dal Senegal alla Guinea equatoriale.
Ecologia-Habitat
Il Blenny peloso è una specie diurna stanziale che si può trovare sui fondali fra 1 e 10 m di profondità, ma frequenta spesso acque più basse senza scendere oltre i 5 m. I giovani crescono in genere nelle pozze di marea, mentre gli adulti si trovano nelle praterie sommerse delle fanerogame marine o mentre riposano fra gli anfratti rocciosi e madreporici.
Morfofisiologia

Il dimorfismo sessuale è davvero notevole, ed ocello opercolare a parte, le femmine si accontentano di questa modesta livrea © Allison & Carlos Estape
Con 23 cm di lunghezza ed un corpo robusto, Labrisomus nuchipinnis è il più grande Labrisomidae caraibico.
La testa, larga con muso smussato, reca una grande bocca leggermente obliqua con labbra carnose.
I denti, più grandi sulla mascella superiore, sono presenti anche sui lati del palato. I grandi occhi sono sormontati da un vistoso cirro ramificato, simile a un ciuffo di peli, seguito da 2 o più cirri analoghi sulla nuca. Ve ne sono poi di più piccoli accanto alle narici anteriori tubulari dotate di un coperchio apicale per bloccare l’eventuale ingresso di sabbia. L’opercolo reca una caratteristica macchia nera con bordo chiaro e negli adulti si nota anche una macchia scura nella parte anteriore della pinna dorsale.

Nel periodo riproduttivo i maschi scelgono sulle rocce un luogo ben esposto e difendibile attirando col loro splendore le femmine pronte a deporre © Allison & Carlos Estape
Questa reca 17-20 raggi spinosi e dopo una tacca solo 11-13 molli, il contrario di quanto generalmente accade nei pesci ossei, ma è la norma nella famiglia dei Labrisomidae dove la dorsale conta sempre più spine dei raggi inermi, che talora, in alcune specie, possono anche mancare.
La pinna anale ha 2 raggi spinosi e 18-19 molli; le pelviche, poste davanti alle pettorali, recano una spina interna nascosta e 3 raggi molli; le pettorali 13-14 raggi e la caudale è più o meno troncata.
La linea laterale, ben evidente, conta 64-69 squame.

Sono queste che prendono l’iniziativa, mostrando la loro disponibilità al maschio con spintarelle sui lati © Allison & Carlos Estape
La livrea, molto variabile secondo le circostanze per effetto dei cromatofori, mostra un forte dimorfismo sessuale.
I maschi, con la gola rosso fiamma nel periodo riproduttivo, presentano 5 doppie bande trasversali scure e irregolari. Quelle più marcate scendono dal dorso, intervallate da zone azzurrognole, gialle o verdastre, ma il disegno può affievolirsi fin quasi a sparire e tutta la livrea assume allora tonalità molto scure, fin quasi al nero, con al più qualche leggera sfumatura rosa magenta nella parte bassa del capo e verso il lato ventrale.
Le femmine, fermo restando l’ocello opercolare, presentano invece una livrea molto dimessa fatta di puntini chiari su fondo marrone scuro.

Il maschio fa lo stesso portando la femmina a colpetti verso il luogo che ha scelto per il nido © Allison & Carlos Estape
Etologia-Biologia Riproduttiva
Labrisomus nuchipinnis si nutre per lo più di crostacei e gasteropodi, ma anche di fragili stelle marine, ricci di mare, vermi policheti e qualche incauto pesciolino.
Per la riproduzione il maschio sceglie su una roccia il posto adatto alla deposizione ripulendolo con cura. Le femmine, non si fanno attendere e prendono spesso l’iniziativa stimolando il maschio con spintarelle sui lati. Lui fa altrettanto e quando la femmina si strofina al luogo prescelto vibrando d’amore con la dorsale eretta e battendo la coda sulla roccia si avvicina perpendicolare alla compagna mordendola sui lati o strofinandola per il rilascio delle uova subito fecondate in un tremante orgasmo.

Quando questa si strofina alla roccia prevista vibrando d’amore con la dorsale eretta, è il segnale per il rilascio delle uova che feconda mordendola in un tremante orgasmo © Allison & Carlos Estape
Si è notato che il ciclo dura poco più di un minuto, ed anche meno se c’è una seconda femmina in attesa.
Queste dopo la deposizione si allontanano mentre il maschio sorveglia le uova, pattugliando con un nuoto circolare i dintorni, fino alla schiusa, ma pronto a ripetere la cerimonia se ne arriva un’altra.
Le larve sono pelagiche e trasportate dalle correnti diffondono la specie.
La resilienza è mediocre con un tempo minimo per il raddoppio delle popolazioni di 1,4-4,4 anni, e la vulnerabilità alla pesca, bassissima, segna appena 10 su una scala di 100.

Il nido, con spesso le uova di più femmine, è sorvegliato fino alla schiusa dal maschio. Le larve sono pelagiche e questo è un giovane che ha raggiunto da tempo i fondali © Allison & Carlos Estape
Si tratta infatti di un pesce teoricamente commestibile, ma poco pregiato, catturato talora per gli acquari o pescato con la lenza per diletto.
Considerando anche del vasto areale, dal 2014, Labrisomus nuchipinnis appare quindi come “LC, Least Concern”, cioè come “Minima Preoccupazione”, nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo.
Sinonimi
Clinus nuchipinnis Quoy & Gaimard,1824; Clinus pectinifer Valenciennes,1836; Labrisomus pectinifer (Valenciennes,1836); Clinus canariensis Valenciennes,1838; Clinus pedatipennis Rochebrune,1880.
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